Deserto

By | 11 luglio 2014
Wadi Rum Deserto

Wadi Rum

Quando ho visto per la prima volta un deserto di sabbia ho pensato a Kandinsky e a un passo del suo libro “Punto, linea, superficie”, vera bibbia per gli artisti, in cui parlando del punto come entità descrive il deserto come “un mare di sabbia, composto esclusivamente di punti”.

Questi punti o grani di sabbia “hanno una capacità di movimento invincibile”…e ancora….”Anche nella natura il punto è un’entità …piena di possibilità”.

Il deserto…insieme di punti in movimento che vicini gli uni agli altri hanno la potenzialità di catturare lo spazio, creare forme incredibili,  e  trasformarlo incessantemente.

Quello che mi affascina di più dei deserti è questo mare di potenzialità.

Dal punto alla linea, dalla linea alla superficie, dalla superficie al volume, dal volume alla forma…

Un modo di occupare lo spazio modellato dall’azione dei venti. Materia eolica, ariosa, leggera, soggetta a continui spostamenti dipendenti dalla forza dei venti e dalla loro direzione.

Immagino una danza multiforme e continua, slittamenti di grani gli uni sugli altri, avvallamenti, sporgenze e rientranze e poi ancora impennate di punti,  girovagare continuo in piccoli vortici.

Improvvisamente in modo fluido e naturale ecco una forma che nasce, si consolida in una visione che non sarà definitiva ma solo momentanea.

Il mistero del deserto.

Kaliópi

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