Perché i giardini hanno sempre amato la scultura

By | 24 aprile 2016

Un tour invernale nell’entroterra veneto, tra ville e parchi, mi ha portato a fare alcune considerazioni sul significato della scultura in giardino.

Le statue in esterno danno l’impressione che i luoghi siano abitati e vissuti ci fanno sentire meno soli, sono collocate in punti strategici per essere guardate e guardare, per celebrare.

La scultura nel verde sembra guidarci e aiutarci a comunicare con una natura che può apparire a tratti misteriosa e oscura. Del resto questa forma d’arte ha sempre accompagnato l’evolversi del concetto di giardino nelle varie epoche e a seconda dei diversi stili è stata elemento caratterizzante dello spazio all’aperto.

Nel quieto entroterra veneto, in un inverno freddo e apparentemente ostile, privo di fioriture e risvegli primaverili, la statuaria in villa emerge con tutta la sua bellezza nel suo ruolo principe che è quello di decorare e puntualizzare lo spazio e i tracciati dello sguardo.

In Villa Widmann a Mira e in Villa Pisani a Stra, entrambe in provincia di Venezia, le statue sono collocate lungo i perimetri per definire, contornare, rimarcare linee prospettiche architettoniche o vegetali. Sottolineano e rivelano scorci altrimenti indefiniti, costellando e orientando lo spazio del giardino.

La statuaria con i suoi temi prevalentemente mitologici diventa un veicolo per spingere e spronare l’osservatore a percorrere il giardino indagandolo fin nei suoi più remoti recessi. Quando l’ambiente durante il passeggio si presenta privo di elementi architettonici e decorativi, il desiderio di rivedere lungo il percorso una statua-semioforo si ravviva, come se il visitatore avesse bisogno di ritrovare una guida perduta.

Perché i giardini hanno sempre amato la scultura?

Perché ne sono felicemente trasformati. Una forma scultorea in giardino è presto assorbita dal giardino stesso ed è fautrice di un cambiamento nel paesaggio che la trattiene, quasi che il suo compito sia quello di armonizzare i luoghi e favorire il dialogo tra l’uomo e la natura.

Un giardino perciò con la presenza di una statua, di una pietra, di un’anfora o di un vaso assume la valenza di “luogo estetico orientato” e “umanizzato” aiutandoci a fare una rinnovata esperienza del bello.

Kaliópi

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