Vasi e vulcani

By | 14 marzo 2017

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C’è un luogo nelle Isole Eolie che potrebbe essere chiamato a ragion veduta “Il posto dei vasi” per la presenza ad alta concentrazione di questi oggetti.

Si tratta di un complesso museale che si sviluppa lungo una via dell’ Acropoli della città di Lipari.

L’insieme architettonico è di grande interesse storico e paesaggistico, prima di tutto per la sua posizione di “belvedere” e in secondo luogo per essere un prezioso contenitore di reperti archeologici unici nell’area del Mediterraneo.

Nato dall’intensa collaborazione di un uomo e di una donna, Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier, entrambi appassionati ricercatori ed archeologi,  il Museo Archeologico Eoliano si estende su una formazione di roccia lavica in un’area di rara bellezza della ventosa Meligunis Lipara (Lipari).

La natura del luogo e la sua posizione al centro di rotte commerciali che hanno contribuito a trasformare i modi dell’espressione artistica nei secoli, ha favorito la produzione e l’arrivo “per mezzo del mare” di tanti oggetti a forma di vaso, forse perché il vaso oltre ad essere contemporaneamente  contenitore e contenuto,  è un ricettacolo di storie.

Che cos’è un vaso, se non una superficie che avvolge lo spazio, uno schermo sul quale l’artefice può proiettare una materialità fatta di colori, forme e “sostanze”?

Il vaso è materia che avvolge e avviluppa, misurata, costruita e preparata con la mano e l’intelletto, abito e nello stesso tempo abitazione dello spazio.

Nelle varie sezioni del museo, tra le quali spicca quella di vulcanologia che eccelle per la profonda cura e attenzione alla comprensione del territorio, le forme dei vasi si avvicendano con ritmo incessante, dai contenitori per bevande e cibi, alle hydrae che custodivano ceneri, dalle anfore dei naufragi e dei relitti, ai vasi votivi, ai grandi “crateri”.

E così, tutti questi vasi depositati nella bella Lipari, fanno pensare che vi sia un nesso tra la loro presenza  e i vulcani, quasi che entrambi “Vasi e Vulcani” appartenessero al medesimo principio ordinatore:  la rappresentazione della  forma che collega il visibile all’invisibile, il conosciuto all’inesplorato, l’ esterno all’ inusuale e misteriosa bellezza dell’ interno.

I termini di paragone sono gli stessi: le bocche-cratere dei vulcani e le bocche dei vasi, la forma cono dei vulcani e il corpo dei vasi. Ambedue raccoglitori di forze ed energie inafferrabili, “camere ricurve” dove lo spazio incluso diventa anima e respiro del mondo.

Kaliópi

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